Lavoro diritti e tutele

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo presentato da Sì – Toscana a Sinistra per rendere strutturale il così detto ‘workers buy out’, sostenendo anche finanziariamente i lavoratori che rilevino la propria azienda in crisi e si costituiscano in cooperativa. Ma l’atto ha un orizzonte più largo: introduce paletti e criteri vincolanti a tutela del lavoro di qualità, usando tutti gli strumenti possibili a disposizione della Regione.

“Questa è l’ultima tappa del lavoro fatto in questi anni a sostegno dei lavoratori che decidano di rilevare la propria azienda in crisi, costituendosi in cooperativa”, commenta Fattori, capogruppo di Sì – Toscana a Sinistra, che ha illustrato l’atto in aula. “Siamo intervenuti in passato su molti casi specifici, come la Rational di Massa o la TMM di Pontedera, chiedendo al Consiglio regionale e alla giunta di sostenere, anche attraverso fondi pubblici, i processi di acquisizione delle imprese da parte degli operai, un modo per salvare posti di lavoro e per impedire la desertificazione produttiva del territorio”. “Le nostre proposte sono sempre state approvate dal Consiglio, portando ad esperienze di ‘workers buy-out’ ora avviate con successo dai lavoratori, come nel caso della TMM”.

“Per questo abbiamo chiesto, e ottenuto, che sia fatto un passo in più – continua Fattori – rendendo strutturale e non episodico il sostegno alla trasformazione in cooperative delle imprese in crisi, anche attraverso un aumento delle risorse finanziarie già stanziate a favore dei lavoratori che intraprendano questa strada”. “Lo si potrà fare utilizzando prima di tutto gli strumenti finanziari previsti a favore delle cooperative di lavoratori, come il prestito subordinato e il prestito partecipativo, anche attraverso FIDI Toscana, la finanziaria regionale che facilita le imprese a ottenere l’accesso al credito”.

“Ma oltre alla sistematizzazione del ‘workers buy out’ abbiamo ottenuto il via libera ad un ampio intervento in difesa del lavoro di qualità, in una fase storica in cui le tutele del lavoro diminuiscono sempre più, fra precarietà, abbassamento dei salari, massiccio ricorso ad appalti e subappalti, insicurezza e incidenti sul lavoro. La Regione dovrà ora usare tutti gli strumenti a sua disposizione per incentivare e promuovere il ‘lavoro di qualità’ inteso non solo come garanzia di contratti regolari, giusti salari, condizioni di piena sicurezza sui luoghi di lavoro ma anche come adozione, da parte dei datori di lavoro, di pratiche socialmente responsabili, nell’interesse delle comunità locali”.

“La Regione ha infatti strumenti concreti per favorire la responsabilità sociale dell’impresa, a partire dai protocolli, dagli accordi di programma e da tutte le intese da cui poi discende la concessione di contributi pubblici. In questo tipo di accordi dovranno essere inseriti d’ora in poi precisi paletti e garanzie vincolanti a tutela del lavoro di qualità. Abbiamo anche chiesto di verificare se sia possibile modificare i protocolli e gli accordi di programma già esistenti, introducendo queste maggiori garanzie a vantaggio dei lavoratori”. “Non possiamo che essere soddisfatti – conclude Fattori – del voto unanime del Consiglio, anche in questa occasione, su un atto che avrà ricadute positive sulla vita di tante lavoratrici e lavoratori”.

Stop TTIP

Pronto il nuovo TTIP di Trump e Juncker

Pubblicato il 1 ago 2018

Il TTIP, l’accordo di libero scambio tra USA ed UE, non è morto, è in piena salute e va bloccato subito.

Trump e il capo della Commissione europea Jean-Claude Junckerstanno riavviando le trattative bipassando completamente i Parlamenti.

Abbiamo proprio bisogno di veder risuscitare il Trattato transatlantico di liberalizzazione di scambi e servizi e le istituzioni Usa e Ue portare insieme l’ennesimo attacco agli standard europei su ambiente, chimica, Ogm, servizi pubblici, finanza e salute?

No, ma il presidente della Commissione europea Juncker, volando a Washington, dove ha sottoscritto, insieme al presidente statunitense Donald Trump, una Dichiarazione Congiunta Usa-Ueche dovrebbe mettere fine alla presunta guerra commerciale in corso tra i due blocchi commerciali, ha deciso altro per noi.

“Più volte abbiamo denunciato i rischi di un’operazione che coinvolge vari settori, dall’agricoltura alla chimica, dall’ambiente ai servizi- dichiara Maurizio Acerbo, segretario del partito della Rifondazione Comunista- il cui unico obiettivo è spianare la strada alle grandi forze economico-finanziarie sulle due sponde dell’Atlantico, eliminando regole e barriere a tutela dei diritti, della salute, dell’economia sana e dell’ambiente.

Non vorremmo assistere anche sul Ttip a una giravolta di Di Maio e M5S dopo la firma alla chetichella del Jefta che già ha rappresentato il tradimento dell’impostazione per anni proclamata da M5S. Dopo la visita di Conte a Trump nel corso della quale il Presidente del Consiglio si è proposto come il più fedele alleato USA on Europa non vorremmo che insieme al NoTap andasse a farsi benedire anche lo StopTtip.”

Il tutto accade nel silenzio della politica italiana ed internazionale, concentrata solo su strumentali polemiche che spostano l’attenzione sui migranti o i vitalizi, lasciando i cittadini soli a mobilitarsi e ad alzare la voce.

“Sono di nuovo i comitati- sostiene Elena Mazzoni, membro del coordinamento italiano della Campagna StopTTIP e responsabile ambiente del PRC- nel caldo di agosto, a dover esercitare pressione, a chiedere ai loro rappresentanti di rispettare il ruolo istituzionale. StopTTIP lancia oggi, 1 agosto, una campagna di pressione sul Parlamento italiano ed europeo, che non si fermerà fino a quando questo negoziato non sarà abbandonato. Chiudere un trattato con gli Stati Uniti prima delle elezioni europee 2019 è inaccettabile: gli eurodeputati e i partiti che sosterranno anche con il silenzio questa agenda folle, dovranno renderne conto in campagna elettorale”.

Lo struzzo italico

Sono ormai all’ordine del giorno aggressioni a sfondo razzista sia verbali che fisiche , parlare di casi isolati è quanto di più falso e fuorviante possa avvenire ,il governo nazionale e chi né alla guida sono responsabili dell’incendio razzista che sta divampando nel nostro paese così come lo sono i troppi struzzi che con la testa sotto la sabbia fanno finta di non vedere o se ne fregano pensando che non gli riguardi ma chissà che un giorno non possano essere loro gli stranieri i diversi di qualcun’altro che magari li aggredirá per quel motivo . Sta a noi per primi creare le condizioni per spegnere la fiamma dell’intolleranza e far riemergere le troppe teste sotto la sabbia che ci sono adesso.Alza la testa , sveglia la mente , spegni il fuoco del razzismo