Mario Draghi? No grazie.

Non ci uniamo al coro politico-mediatico di esaltazione di Mario Draghi. Si tratta di un film già visto con Monti nel 2012 con conseguenze nefaste per milioni di italiane/i.
Quali sarebbero le imprese di cui dovremmo ringraziare questo Superman?
La troika?
La svendita del patrimonio e dell’industria pubblica sul panfilo Britannia?
Lo strangolamento della Grecia di Tsipras?
Le letterine con cui ha ordinato all’Italia di tagliare la sanità e la scuola, di precarizzare il lavoro e abolire l’articolo 18. di fare la legge Fornero?

Ridicolo che Draghi venga presentato come benefattore dell’umanità.
Lo ricordiamo come il banchiere centrale che, dopo aver lavorato per Goldman Sachs come Monti, ha
sostenuto l’austerity neoliberista dicendo che l’Europa non può permettersi
il suo stato sociale?

Draghi è uno dei più intelligenti e preparati funzionari del capitalismo finanziarizzato globale. Che gli si consegnino le chiavi della Repubblica è la dimostrazione che il pilota automatico ha sostituito la Costituzione.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

A cento anni dalla nascita del Partito Comunista d’Italia.

In mezzo al marasma delle varie crisi che attanagliano la società italiana,crisi economica , crisi politica ,lontani sempre più dai dettami della costituzione repubblicana nata dalla resistenza il tutto aggravato e reso ancora più difficile dalla pandemia da covid-19 siamo giunti al traguardo dei 100 anni dalla nascita del Partito Comunista d’Italia trasformatosi poi in seguito in Partito Comunista Italiano. La nascita del Pcd’L per alcuni è da sempre fumo negli occhi altri vorrebbero lasciarla nel dimenticatoio della storia, non è ciò che invece vogliamo noi del Partito Della Rifondazione Comunista ,quella esperienza non può e non deve essere considerata superata, necessità sicuramente di essere analizzata e approfondita con la capacità di renderla attuale e applicabile nel periodo attuale senza cadere  nella sola nostalgia. In politica però se è vero che è importante ricordare la storia è ancora più vero che si deve avere la capacità di muoversi e operare all’interno della società attuale ed è questa che potrebbe essere la sintesi della Rifondazione Comunista . Sapere coniugare gli insegnamenti avuti dalla nostra storia  con la capacità e volontà  di renderli attuali nel presente con l’obbiettivo che lo siano per noi e per le nuove generazioni. Con questo spirito , non dimenticando il passato, la mente nel presente e lo sguardo al futuro anche noi di Rifondazione Comunista Giovedì 21 saremo a Livorno a ricordare la nostra storia, una storia da non cancellare ma attualizzare ora come non mai. Circolo Rifondazione Comunista Grosseto

Sul nuovo DPCM.

Di sicuro non sappiamo quale potrebbe essere la soluzione migliore al problema o forse la meno peggio in questo caso, non abbiamo né la bacchetta magica ne tantomeno le competenze per affrontare l’argomento Covid19 dal punto di vista tecnico e medico scientifico, crediamo però di avere un sufficiente buon senso per affermare con certezza che non si affronta il problema della diffusione dei contagi di fatto chiudendo solo le possibilità di svago concesse, bar, cinema, ristoranti teatri, allo stesso tempo dobbiamo continuare ad affollarci in bus , metropolitane,treni e nelle varie stazioni del trasporto pubblico in tutte le sue varie forme per il quale niente è stato fatto per il suo potenziamento eppure una nuova ondata di contagi era sicuramente da mettere in conto, a danno ormai fatto si affianca come rinforzo al trasporto pubblico o quel che ne rimane il privato che ancora una volta quando si tratta di fare profitto sui servizi essenziali gode a scapito della collettività,allo stesso modo dovremo.continuare ad affollarci nelle grandi fabbriche dove spesso risulta difficile se non impossibile anche per come è organizzato il lavoro operare a distanza e in sicurezza, ancora più problematica la situazione per quanto riguarda la sanità pubblica ovvero il settore più duramente messo alla prova dal Covid19, a risentirne sono sia i cittadini ai quali viene spesso negato il diritto alla salute garantito dalla costituzione, a venire meno è anche il diritto di accedere alle cure fenomeno questo non nuovo ma che si è reso ancora più evidente durante la pandemia dove a causa della scarsità di risorse sia di posti letto che di personale medico sanitario si è spesso davanti al dilemma chi curare per primo? Estrema attenzione merita appunto il personale operante nella sanità : medic* infermier* OSS , soccorritori costretti a rischi per la propria incolumità molto elevati sia a ritmi di lavoro estenuanti che poco o niente hanno a che fare con il rispetto della dignità di esseri umani e lavoratori; qualche volta sentiamo dire che la tale ASL ha aumentato i posti letto disponibili per le cure intensive e magari anche convenzionali, bene ma non benissimo verrebbe da dire , cosa sono queste operazioni di fronte ad anni di tagli che hanno eliminato migliaia di posti letto e non rimpiazzato altrettante migliaia di addetti? Sicuramente poco più che tentativi più o meno mal riusciti di correre ai ripari è perciò assolutamente necessario recuperare anni di tagli indiscriminati e riparare i danni da essi causati basta perciò sovvenzioni a strutture sanitarie private ma esclusivamente a favore del pubblico . le misure adottate dal governo non sono come dice qualcuno esagerate ma casomai troppo leggere e mal ripartite andando a colpire solo alcuni settori. si dovrebbe ad esempio impedire che si speculi sui tamponi si dovrebbero intensificare i controlli sui luoghi di lavoro e se si pensa invece diceva Conte in conferenza stampa di poterci affidare all’autoregolamentazione al contrario servono regole severe, controlli e sanzioni per chi infrange

Giustizia Fiscale: bocciati emendamenti su paradisi fiscali in UE, PD e renziani dalla parte dei miliardari come la destra | Rifondazione Comunista

http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=42707

Giustizia Fiscale: bocciati emendamenti su paradisi fiscali in UE, PD e renziani dalla parte dei miliardari come la destra

E’ molto grave che Pd e Italia Viva abbiano votato insieme alla destra contro emendamenti per condizionare gli aiuti alle imprese alla residenza fiscale in Italia. Sono state bocciati anche quelli che proponevano di sospendere, soltanto durante la fase di utilizzo delle garanzie dello Stato, i dividendi miliardari agli azionisti assistiti dal debito pubblico e per porre un limite alle retribuzioni dei manager a 20 volte il salario di un operaio.

Ancora una volta il PD e la formazione del suo ex-leader si collocano in una posizione filopadronale e subalterna allo strapotere del grande capitale e delle multinazionali. In altri tempi si sarebbe usata l’espressione “servi dei padroni”, definizione che si attanaglia purtroppo non solo alla destra ma anche a buona parte della maggioranza di governo.

Intollerabile l’assistenzialismo verso i ricchi mentre si nega l’estensione del reddito di cittadinanza a chi ne ha bisogno o si fa la morale alle partite IVA.

Un comportamento indecente solo parzialmente compensato dall’emendamento relativo ai paradisi fiscali extra-UE che guarda caso non riguarda proprio i principali gruppi del capitalismo italiano, da Fca a Mediaset. Da anni ormai più che alle Cayman si spostano le sedi legali in Olanda, Lussemburgo o Irlanda.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

A conferma di quanto sosteniamo la tabella che vedete tratta dal sito del settimanale L’espresso 

Segnaliamo anche un articolo de Il Fatto quotidiano con un lungo elenco di imprese italiane con sede legale in altri paesi UE

In Senato mozione contro il blocco a Cuba | Rifondazione Comunista

http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=42794

In Senato mozione contro il blocco a Cuba

“E’ stata presentata in Senato una mozione che impegna il governo ad attivarsi in tutte le sedi per la rimozione del blocco economico, commerciale e finanziario che Cuba subisce da decenni e che l’amministrazione Trump ha deciso di inasprire in questi mesi nonostante la pandemia in corso” – dichiarano Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Marco Consolo, responsabile esteri del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. “Il parlamento italiano ha l’occasione di rispondere con un atto politico alla generosità dimostrata dal popolo cubano e dalla Brigata medica Henry Reeve nei confronti del nostro e di tanti altri paesi. Abbiamo chiesto alla senatrice Paola Nugnes che ci rappresenta nel gruppo misto del Senato di proporre la mozione e ringraziamo tutte le senatrici e i senatori che l’hanno condivisa e sottoscritta consentendone la presentazione. Auspichiamo che la mozione sia approvata con il voto di tutti i gruppi parlamentari”. Il testo della mozione sottoscritta dai senatori Nugnes, De Petris, Buccarella, Unterberger, Fattori, Vanin, Laforgia, Ruotolo, De Falco: 

Il Senato,

premesso che:

il drammatico periodo causato dalla rapida diffusione del virus COVID-19 e la conseguente situazione di emergenza in cui sono precipitate molte zone del nostro territorio, con migliaia di persone contagiate e decedute e con un sistema sanitario allo stremo delle forze, ha messo a dura prova il Paese;

il Governo italiano, negli scorsi mesi, ha lanciato un appello internazionale per fronteggiare la crisi sanitaria;

tra i Paesi che hanno prestato soccorso all’Italia vi è la Repubblica di Cuba, la quale ha inviato in Italia due brigate mediche del “contingente internacional de medicos especializados en situaciones de disastres y graves epidemias”;

le due brigate esperte di gravi epidemie sono composte rispettivamente da 53 persone (immunologi e infermieri specializzati in interventi di contrasto delle pandemie) che stanno operando a Crema e da 38 persone (21 medici, 16 infermieri e un logista) che operano a Torino, in due dei focolai più rilevanti del Nord Italia;

la suddetta brigata medica (intitolata ad Henry Reeve, un cittadino statunitense che partecipò alla guerra di indipendenza di Cuba dal colonialismo spagnolo) ha operato in soccorso di numerosi Paesi, colpiti da gravi catastrofi naturali e da epidemie (tra i quali Haiti, colpita dal terremoto e dal colera, Sierra Leone, Guinea e Liberia, colpiti dall’epidemia di Ebola, Cile e Pakistan, colpiti da terremoti);

considerato che:

la Repubblica di Cuba è tuttora sottoposta, da parte del Governo statunitense, ad un blocco economico, commerciale e finanziario illegale e contrario al diritto internazionale, per ragioni politiche unilateralmente motivate;

tale misura di ritorsione comporta gravi danni al popolo cubano e ne mette a rischio la vita, bloccando, tra gli altri beni, anche l’invio di medicinali e altro materiale sanitario, che deve essere importato dall’estero;

il blocco è stato pericolosamente inasprito dal Governo statunitense negli ultimi mesi, nonostante il mondo intero fosse stato colpito dall’epidemia da COVID-19, con la conseguenza che un dilagare dell’epidemia nell’isola di Cuba potrebbe portare a conseguenze nefaste per il popolo cubano;

l’impegno di solidarietà sanitaria della Repubblica di Cuba è portato avanti da decenni, sia attraverso la formazione di personale sanitario di molti Paesi (presso la Escuela latinoamericana de medicina), sia con le proprie missioni sanitarie nel mondo, con un elevato numero di medici e altro personale sanitario;

oggi esiste un accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l’Unione europea e Cuba, in controtendenza all’extraterritorialità del blocco stesso che colpisce tra l’altro la possibilità di rapporti economici tra Cuba e UE,

impegna il Governo:

1) a fare proprio l’appello lanciato dalle comunità cubane residenti in Europa e da tante altre associazioni e personalità per porre fine al blocco contro la Repubblica di Cuba e il suo popolo;

2) a raccogliere l’appello recentemente espresso dal Pontefice per l’allentamento del blocco e per porre fine alle sanzioni nei confronti di molti Paesi sottoposti a tali misure;

3) a raccogliere l’appello recentemente espresso anche dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ai leader dei Paesi del G20, con l’esortazione a sospendere le sanzioni che impediscono le forniture di cibo, cure mediche e beni di prima necessità;

4) a fare propri i citati appelli, coerentemente con il voto quasi unanime di condanna del blocco che per 28 volte consecutive ha visto l’assemblea generale dell’ONU esprimersi in tal senso, anche con l’appoggio dell’Italia;

5) infine, ad adoperarsi nelle sedi dell’Unione europea e nelle altre sedi internazionali, per la rimozione del blocco contro la Repubblica di Cuba.

Politica e sindacato nei luoghi di lavoro, compiti e aspettative

Possiamo dire che il posto di lavoro, oggi, è il luogo principale dove maggiormente avviene il dibattito politico e sindacale.
Questo lo portiamo a testimonianza, in quanto operai e tutti i giorni che passiamo in fabbrica assistiamo a questi tipi di discussioni.
Come mai la fabbrica sì e le sezioni dei partiti no? Perché oggi la disaffezione verso il mondo o il fare politica è ormai un pensiero collaudato, in quanto, nel corso degli ultimi anni, i risultati e le promesse fatte, non sono mai arrivate e al contrario i diritti e le tutele dei lavoratori subiscono attacchi sempre maggiori tutt’ora oggi non arrivano, ad esempio ai tempi del Covid la cassa integrazione che molti stanno ancora attendendo.
Ovviamente, ci sono alcuni lavoratori che sono anche militanti di alcuni partiti, e questi, nei limiti delle loro esperienze e conoscenze, provano a fare capire ai colleghi l’importanza di rappresentarsi e avere una formazione politica, che faccia da guida e insegni ai lavoratori la strada e i mezzi per rivendicare e lottare per i propri diritti e miglioramenti  delle condizioni lavorative. Purtroppo, questo tipo di dibattito ha vita breve e nel giro di pochi minuti si conclude.
Diversamente accade quando, sul posto di lavoro, si parla del mondo sindacale. Nel dibattito sindacale il lavoratore nutre sempre un po’ di fiducia e speranza, anche se negli ultimi anni la propaganda fatta su l’inutilità del sindacato, la lotta antisindacale fatta dai datori di lavoro, con minacce di delocalizzazione conseguente perdita del proprio lavoro se entra il sindacato in azienda e i lavoratori rivendicano il loro diritto alla rappresentanza e dai vari governi hanno portato il lavoratore stesso a dire che il sindacato sia inutile e dannoso e che se hanno ottenuto miglioramenti è solo grazie alla generosità e magnanimità dei padroni. In più a quanto detto dobbiamo aggiungere gli errori degli ultimi  anni da parte dei sindacati. Nonostante tutte queste criticità il lavoratore sa benissimo che per avere un miglioramento salariale, un miglioramento sulla sicurezza sul posto di lavoro e intraprendere una contrattazione di secondo livello necessita di un aiuto da parte del sindacato e che la sua presenza stessa è fondamentale, salvo poi fare marcia indietro di fronte ai ricatti padronali , licenziamenti , delocalizzazioni ,a questo bisogna aggiungere quanto già detto ovvero chi considera in perfetta sintonia padronale un certo modello di politica e il sindacalismo non come opportunità ma un ostacolo da combattere . Noi operai sappiamo bene che il percorso è lungo e tortuoso, ma abbiamo anche constatato che nelle varie realtà territoriali ci sono sindacalisti preparati, ben formati e con la voglia di svolgere il proprio lavoro a pieno. In conclusione possiamo affermare che se le varie realtà sindacali riescono ad organizzarsi e intraprendere un percorso serio per la tutela completa e l’istruzione dei lavoratori con l’appoggio fondamentale della politica  potrebbe essere l’inizio di una serio piano di battaglie politiche volte al raggiungimento di una società democratica e socialista. Valerio Bennati segretario circolo Rifondazione Comunista Grosseto